La Porta della Sofferenza

La Porta della Sofferenza

La Porta della Sofferenza, installata nel 2004 a Vejano (VT) e realizzata dallo scultore Roberto Joppolo, è stata concepita per mettere in risalto un valore profondamente cristiano: il male recato al prossimo è fatto a Cristo e chi lo soffre, con fede, può renderlo meritorio. Lo affermano espressamente le parole scolpite ai piedi dell’anta di sinistra, riportate dal Vangelo di Matteo 25,40: “Tutto quello che avete fatto ad uno dei più piccoli dei miei fratelli, l’avete fatto a me”. Nell’anta di destra, alcune parole, tratte dalla prima lettera di S. Pietro 4,113 vogliono essere di consolazione per tutti coloro che subiscono violenza e che, alla luce della fede, può diventare fonte di grande gioia: “Nella misura in cui, gli uomini partecipano alle sofferenze di Cristo, si rallegrino, perché nella rivelazione della Sua gloria, possono rallegrarsi ed esultare”. I temi attualissimi della guerra e del terrorismo, in basso, rimandano al Cristo agonizzante sul Calvario, simbolo universale di tutte le sofferenze che è circondato da personaggi particolarmente significativi: la Madonna addolorata, S. Giovanni Evangelista, S. Francesco d’ Assisi, S. Padre Pio, la Beata Madre Teresa di Calcutta, il Papa Giovanni Paolo II, nello stato attuale, con il volto solcato dal dolore. L’opera, vuol essere, pertanto, un messaggio contro ogni tipo di violenza e contemporaneamente di speranza per chi la subisce. La porta, realizzata in bronzo con fusione a cera persa, è alta m. 4,40 e larga m. 2,30 e pesa circa 2.500 kg.
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